Qui a lato potete trovare una selezione dei lavori cartacei che ho realizzato nel corso del tempo. La prima parte è composta da lavori che sono stati stampati e distribuiti (gran parte di questi eseguiti per il Comune di Boltiere - BG), la seconda da lavori per concorsi o da idee solo abbozzate.
Nel corso degli anni ho realizzato stendardi, manifesti, locandine, cartoline, loghi, immagini coordinate (biglietti da visita, carte intestate, buste per lettere, ecc...); ho ridisegnato mappe, ho ideato la grafica per libri ed opuscoli, poi successivamente impaginati.
Tendenzialmente utilizzo una grafica molto semplice e pulita per avere un risultato finale più gradevole: prediligo il fondo bianco o una tinta unica, una o al massimo due famiglie di font perchè solo in questo modo si può avere una maggiore leggibilità.
Le illustrazioni completano il testo e permettono di rendere astratto e universale il messaggio, a volte sono disegnate da me, altre volte sono recuperate da fonti varie; questo tipo di tecnica si presta alla copia in bianco e nero perchè non perde la sua qualità.
A seconda delle esigenze utilizzo anche fotografie spesso recuperate dal mio archivio.
La professione del grafico richiede un'ottima capacità di analisi e critica estetica, è basilare avere un'approfondita conoscenza della storia dell'arte e delle arti visive in genere ma anche una buona preparazione umanistica, richiede un occhio esperto ed allenato per cogliere tutto quello che potrebbe essere spunto di riflessione. Un'altra qualità non superflua è la curiosità: solo con un interesse costante verso il mondo, la ricerca, l'aggiornamento, il confronto continui in tutti i campi si può migliorare il proprio modo di lavorare.
Solitamente inizio il lavoro con un confronto con il cliente, per capire quali sono le sue esigenze, le sue priorità e se ha già una grafica di riferimento. Dopo aver visionato il materiale a disposizione inizio ad ideare una grafica e quando le bozze sono pronte le presento e passo all'esecutivo solo dopo l'approvazione. Nel frattempo se il lavoro deve essere stampato in tante copie (almeno 500) mi rivolgo al tipografo per verificare alcune informazioni utili sulla stampa (come il tipo di carta scelta, il metodo di piegatura e di rilegatura, ecc...), quindi presento di nuovo al cliente il file definitivo per le ultime correzioni e per l'approvazione. A questo punto il file è pronto per essere consegnato alla tipografia per la stampa, di solito seguo anche l'avvio delle macchine per visionare le prime prove di stampa e apportare eventuali aggiustamenti cromatici.
Fare grafica per me significa dare un equilibrio ai colori, alle linee, alle forme che si trovano sullo stesso foglio. Niente deve essere fuori posto.
A volte basta un'intuizione, magari solo un piccolo aggiustamento, altre volte ci si deve lavorare sopra, abbozzare, continuare a tentare, spostare, capire che cosa è fondamentale e cosa no.
Il foglio è uno spazio delimitato, dove non può starci tutto; bisogna riuscire a dare la giusta visibilità alle cose che la richiedono, magari sacrificandone altre meno importanti.
La leggibilità del testo è fondamentale, la mia priorità è rivolta alla comprensione del messaggio da parte del destinatario.
Parecchie volte (quando il formato sul quale lavoro è verticale o quadrato) metto l'elemento più importante in obliquo o in verticale, così da sfruttare più spazio e attirare subito lo sguardo, ricorro a questo espediente quando utilizzo delle illustrazioni molto semplici o quando una scritta è composta da poche parole, e quindi risulta leggibile anche se non viene posta in orizzontale.
Mi piacciono i caratteri lineari come il Gill Sans, l'Arial, il Swiss e quelli aggraziati come il Garamond, il Georgia, il Minion Pro; ma per esigenze ben precise non mi limito solo a questi, ben sapendo però che ogni font ha un suo punto di forza ed uno di debolezza ben preciso.

ultima modifica: 30/03/2013